E’ la gelosia che brucia da morire lì per lì, che ti corrode tutto. Ti prende il cuore e te lo tritura e ti ci sputa dentro; e pure agli occhi penso, perché non ci vedi più.
Poi ci sarà anche la fine della fede, sì, ma quella ti consumerà col tempo, non la perdonerai mai e ti asfissierà con lentezza, ma non farà paura e ci coesisterai e la lascerai morire, molto tardi.
Forse.
A un certo punto alzi gli occhi e sei andato avanti, e hai ricominciato a fidarti e a crederci. Sono rimasti i ricordi duri a tenerti attaccato al presente che è bello, è bello dentro è bello da solo senza nessun contorno, senza pensare a tutte le cose tristi che ti sfigurano la testa; è bello come istante. Perché da un certo punto in poi non potrai più essere felice, devi confinare tutto, è nella natura intrinseca della vita, della morte, e dell’amore.
La verità è che il presente vale sempre meno del resto perché è un dove aspetti o un come rimpiangi.
Ma ora, negli istanti lunghi di questo adesso, ci sto, ed è tutto giusto.