Quando sei triste e non sai neanche tu perché, ce li butti dentro tutti, i mali.
Cominci a pensare a cosa ti ha ferito di più negli anni che ricordi, e scavi cattiva nella piaga. Subito arrivano le lacrime già piante che ti distraggono gli occhi e la testa gli va dietro stupida e invece no: tu vuoi soffrire in quel momento, tormentarti e affliggerti ancora centomila volte. Avanti col prossimo ricordo che ti calpesta il cuore e fuori le colpe e addosso le delusioni e un senso non lo trovo e un senso non c’è. Dentro il vuoto, solo, che ti mangia pure il dolore.
Niente è puro, e io meno di tutto.